Petroliere affondano nel Mar d’Azov, Putin: “Un disastro ecologico!”
- segniesuoni
- Gennaio 10, 2025
- Approfondimenti
Lo scorso 15 dicembre, una violenta tempesta occorsa nello Stretto di Kerč, che separa la Crimea dalla Russia, ha colpito e affondato due petroliere della Federazione Russa in navigazione nel braccio di mare, causando lo sversamento di oltre 9000 tonnellate di combustibile pesante tipo M100. A distanza di settimane, i danni continuano ancora a farsi sentire, in una situazione di estrema emergenza per l’ecosistema marino. Lo stesso presidente Putin si è espresso in merito, parlando apertamente di “disastro ecologico” dalle conseguenze preoccupanti. Di fatto, le autorità affermano che la maggior parte delle aree di costa, sia in Russia che nella Crimea occupata, sono state quasi del tutto ripulite dal combustibile, ma sono numerosi i cetacei, come le focene del Mar d’Azov, ritrovati morti sulle spiagge ancora molti giorni dopo l’affondamento delle navi. La caratteristica del materiale trasportato, tendente a depositarsi sul fondale e non a galleggiare come il greggio, avrebbe infatti comportato un danno ulteriore per l’ecosistema, rendendo pressoché impossibile rimuoverlo dal fondo marino.
di Sebastiano Pioli
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