Ancora pessimi risultati per le città italiane
- segniesuoni
- Febbraio 16, 2024
- Approfondimenti
C’è ancora molto da migliorare per respirare aria più pulita nelle città italiane. Secondo l’ultimo rapporto “Mal’aria di città’ di Legambiente, a superare i limiti previsti dal decreto legge 155 del 2010 sono state 18 città italiane monitorate. La soglia prevista dal decreto, 35 microgrammi al metro cubo per cinquanta giorni consecutivi, è stata violata da nord a sud della Penisola, contando valori ampiamente sopra il consentito per le diverse tipologie di polveri sottili. Frosinone la peggiore, con 70 giorni di sforamento, seguita da Torino con 66 giorni e Treviso, 63 giorni. I dati riportano un leggero miglioramento rispetto agli anni precedenti e rispetto alle 29 città nel 2022 e 31 nel 2021, ma è in parte dovuto a condizioni meteo parzialmente favorevoli. In ogni caso, le città dovranno attrezzarsi al più presto per recepire le nuove norme in materia di riduzione delle polveri sottili adottata dall’Unione Europea, con l’obiettivo di abbassare i livelli di PM10, PM2.5 e biossido di azoto entro il 2030. Tuttavia, secondo le stime, almeno il 69% delle province italiane non sarebbe in grado di adeguarsi nei tempi previsti.
di Sebastiano Pioli
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