In Italia fa sempre più caldo e piove sempre di meno. Potremmo sintetizzare così il contenuto dell’ultimo rapporto dell’Ispra dal titolo “Gli indicatori del clima in Italia”, arrivato alla sua sedicesima edizione.

Con una media di +1,54° rispetto al 1961, infatti, il 2020 si posiziona al quinto posto della classifica degli anni più caldi degli ultimi dieci lustri, col decennio 2011-2020 che – complessivamente – è stato il più caldo.

Questi dati non devono sorprenderci, però: secondo le rilevazioni dell’Ispra, siamo al ventiquattresimo anno consecutivo caratterizzato da una variazione positiva delle temperature normali. Ed in Italia sembra andare addirittura peggio che nel resto del Mondo, sferzato da un 2020 che – coi suoi +1,44° – è stato in assoluto l’anno più caldo da quando esistono le rilevazioni strumentali.

Non va meglio nemmeno il capitolo acque: quelle del mare, ad esempio, sono state nell’anno passato più calde di quasi un grado rispetto alla media (+0,95°) mentre la pioggia sta diventando un evento sempre più raro. Ancor più al Sud, con Pescara e Capo Carbonara (Sud della Sardegna) che sono rimaste asciutte per ben 341 giorni.